Elin Bergman

Elin Bergman

Elin Bergman, conosciuta come la “Regina dell’Economia Circolare” in Svezia, è stata nominata LinkedIn Top Green Voice ed è una relatrice internazionale di spicco. 

Ricopre il ruolo di Circular Impact Officer e portavoce della rete svedese di imprese per l’economia circolare Cradlenet. È inoltre cofondatrice delle iniziative internazionali per l’economia circolare Nordic Circular Hotspot e Circular Economy Coalition. Recentemente ha lanciato l’iniziativa Circular Handshake per rendere circolare il settore del retail. 
Per molti anni ha lavorato come esperta di economia circolare presso WWF Svezia, dove ha sviluppato la rete internazionale Baltic Stewardship Initiative, volta a favorire il ricircolo dei nutrienti nel settore agroalimentare della regione del Mar Baltico. 

Bergman mette in pratica ciò che predica: ha smesso di volare 12 anni fa per ragioni climatiche e viaggia solo in treno o a vela; è vegetariana da 25 anni, non consuma beni superflui, non acquista abbigliamento nuovo (solo usato o vintage se necessario) e ha vissuto diversi anni in modalità “nessun consumo” totale. 
Dimostrando che si può vivere entro i limiti del pianeta e apparire comunque professionale e curata sui palchi internazionali, mostra che è possibile avere una vita meravigliosa senza compromettere il futuro del pianeta. 

reasons to be there

L’economia circolare come strategia di competitività a lungo termine

L’economia circolare consente alle aziende di ridurre costi, dipendenze da materie prime e rischi di mercato. I casi di successo presentati da Elin Bergman – come Foxway e Accus – dimostrano che rigenerazione, riutilizzo e condivisione possono diventare driver di crescita profittevole e duratura.
Un’opportunità concreta per sviluppare modelli di business resilienti e innovativi.

Digitalizzazione e Intelligenza Artificiale per la circolarità

Tracciabilità dei materiali, logistica intelligente, piattaforme digitali per il riuso: Elin Bergman esplora il ruolo delle nuove tecnologie come acceleratori della transizione circolare. Tuttavia, avverte: occorre investire in innovazione senza dimenticare il costo ambientale delle infrastrutture digitali.
Un punto cruciale per chi investe nell’industria 4.0 e nella sostenibilità tecnologica.